Sardegna

Celebre per la bellezza della propria superficie, la Sardegna si dimostra vincente anche nelle profondità marine.

Le migliori immersioni avvengono lungo la costa nord-orientale. In particolare nel Golfo degli Aranci. Famoso è il Portone di Capo Figari, dal quale si ha accesso al tunnel che conduce alla Dromia: una stanza a 18 metri di profondità abitata dal granchio facchino e ricca di giochi di luce riflessa.

Per i più coraggiosi,  arrivando fino ai 35 metri di profondità, si possono ammirare da vicino scampi, cernie, muse e addirittura un’antica ancora bizantina. A poche bracciate, tra polpi e cavallucci marini, vi è poi la Grotta di Satana: un anfratto di mare le cui pareti sono interamente ricoperte di spugne. Spostandosi più a nord si arriva a Santa Teresa di Gallura: un paesaggio marino dalle peculiarità che fanno invidia ai migliori fondali tropicali. Ricco di coralli e colori mozzafiato.

 

Ustica

Ustica è il paradiso fatto fondale della Sicilia mitologica. Situata a pochi chilometri da Palermo, l’isola di Ustica presenta la prima area marina protetta italiana. I siti di immersione si snodano tra lo Scoglio del Medico, in cui è possibile ammirare la cernia dorata; il Sicchitiello (solo per subacquei esperti); la secca, in cui è possibile scorgere ciuffi di finto corallo nero riconoscibili dal luminoso colore giallo; la Secca della Colombara, con più di 42 metri di verticalità, affollata da numerose specie; la Grotta dei Gamberi (solo per subacquei esperti), tautologica nell’esporre la propria e molte altre peculiarità.

L’isola di Ustica si distingue per la ricchezza architettonica dei propri fondali. Pieni di grotte, secche e insenature. Oltre che per le diverse forme di vita, la quale si configura nella presenza del 50% delle specie marine mediterranee. Dai banchi di barracuda ai tonni, dalle cernie ai dentici e alle ricciole.

 

Isole Medas

Nel territorio della Catalogna, di fronte alla Costa Brava, si colloca l’arcipelago delle isole Medas: sette isolotti la cui fortuna è costituita dal panorama sottomarino mozzafiato. Quest’area è stata nominata parco marino nel 1983. Ed è soggetta a un assoluto divieto di pesca e di danneggiamento del territorio. A partire dal divieto di costruzione.

I siti di immersione sono molteplici tutti ugualmente meritevoli per la ricca e amichevole biodiversità: cernie, barracuda, aquile di mare, branzini, murene e aragoste. Fino a contare più di 1200 specie. Tra le mete più gettonate c’è la Grotta dei delfini, un anfratto il cui ingresso è segnalato da una statua di delfino e al cui interno si trovano coralli e moltitudini di pesci. La Spagna delle Isole Medas si colloca tra le destinazioni d’immersione più meritevoli. Con temperature dell’acqua che si aggirano intorno ai 22° gradi ad Agosto. E fondali la cui scarsa difficoltà è inversamente proporzionale alla loro bellezza.

 

Malta

Sebbene meno spaziale e più inflazionato di un buco nero, il ‘buco blu’, più universalmente riconosciuto come Blue Hole, è tra le destinazioni più acclamate dell’arcipelago maltese. Questa depressione rocciosa scavata nello scoglio è popolata da numerosi coralli e dalle più diverse specie di pesci. Percorrendo il tunnel roccioso, nuotando tra cernie e barracuda, si giunge all’Azure Window, la più celebre attrattiva dell’isola di Gozo.

Questo foro nella roccia si palesa come una vera finestra sul mare, uno spaccato naturale fatto per saziare d’azzurro gli occhi più avidi.
Spostandosi verso sud, a Cirkewwa, il fondale regala moltitudini di archi e caverne, squali e delfini, la statua di una Madonna a 20 metri di profondità e i relitti di un aeroplano e di un rimorchiatore (quest’ultimo volutamente affondato per creare una barriera corallina ad hoc).

 

Croazia

Il fondale croato, ricco di grotte e di pesci variopinti, diventa meta dei più avventurosi sub grazie, soprattutto, alla moltitudine di imbarcazioni che ne affollano il fondale.
E nella bassa profondità di 42 metri a cui sono collocati.

 

Inoltre, grazie alla loro relativa vicinanza alla superficie, i relitti vantano di buone condizioni. Sia nella struttura che nelle varie dotazioni. Tra gli imperdibili c’è il Baron Gautsch: un’imbarcazione che nel 1914, causa il contatto con una mina, è affondata trascinando con sé più di un centinaio di civili. Oppure il Coriolanus, nave spia inglese affondata nel 1940 sempre per il contatto con una mina. A questi si aggiungono altri 8 relitti ben conservati.

 

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